Comune di
Trescore Cremasco




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Cenni storici

Cartolina d'epoca con la chiesa parrocchialeUn'antica tradizione, risalente probabilmente al tardo Medioevo, collegava l'origine del territorio cremasco alla formazione del lago Gerundo dal quale sarebbe emersa l'Insula Fulcheria, centro di antichi insediamenti.

Gli studiosi hanno sostenuto opinioni differenti circa i confini e l'origine di questa Insula. Sicuramente, fin dai tempi più antichi, tutta la nostra zona fu percorsa dalle acque incontrollate dei fiumi; il lago Gerundo, ricordato dalla tradizione, fu in realtà un insieme di aree paludose e di acquitrini interrotte da luoghi più elevati quali, appunto, l'Insula Fulcheria. La modificazione del corso dei fiumi e le opere di bonifica determinarono la scomparsa di questa area paludosa, che lasciò banchi di ghiaia (la «Gera d'Adda») e i Mosi.

Per quanto riguarda i confini dell'Insula Fulcheria, nei diplomi imperiali di Federico I e di Enrico VI essa viene fatta coincidere con il territorio cremasco. La parte settentrionale di quest'isola era costituita dalla regione Vapra o Vafra, comprendente anche Trescore. Più a nord, a partire dalla linea Mozzanica, Capralba, Pieranica e Spino, preceduta, secondo alcuni studiosi, dalle zone intermedie di Agnadello e Pandino, si estendeva la Gera d'Adda.

I ritrovamenti archeologici nel Cremasco fanno pensare ad insediamenti risalenti a tempi remoti, in un'area in cui si alternavano boschi e paludi. Le opere di bonifica, che modificarono l'assetto del territorio, iniziarono già al tempo dei Galli, continuarono in epoca romana e si intensificarono a partire dal IX secolo per opera dei monaci benedettini.

Scorcio di via Carioni negli anni Cinquanta del XX secoloIl nome di Trescore compare per la prima volta nel diploma censuario di Enrico VI (1192); in esso si nomina la regione Vafra e si citano i villaggi di Cremosanum, Casaletum, Trescore, Bordenacium, Quintanus.

Altre notizie sulla storia di Trescore ci vengono dalle ricerche storiche compiute da Mons. Zavaglio. Nella sua opera «Terre nostre» egli spiega l'etimologia del nome «Trescore», facendolo risalire a «Tres curiae» o «Tres curtes», cioè tre corti o cascinali. Intorno ad essi si sarebbe poi sviluppato un villaggio rurale.

Mons. Zavaglio individua questi tre antichi nuclei:

  • Merlo da «moerulus» (fortezza), forse un luogo fortificato corrispondente alla zona occidentale in direzione Palazzo-Scannabue;
  • Tedolto, forse la «zona dei pini» («teda» significa pino);
  • Chiusure, con riferimento agli argini probabilmente costruiti a nord contro le acque che rifluivano nelle parti basse del paese.

Fino al XVIII secolo le vie del paese erano costituite da «Foppe», cioè fossati ampi e poco profondi che durante le piogge erano invasi dall'acqua, a causa della posizione del luogo situato vicino al Moso.

Il nome di Trescore non è stato rintracciato finora in altri documenti; non si hanno notizie di infeudazioni, di concessioni o suddivisioni territoriali che riguardino il paese; esso non possiede torri, castelli o ville legati a qualche famiglia nobile: unico, rispetto ai paesi del circondario, non era sottoposto al potere di una famiglia dominante.

Scorcio di piazza della Chiesa negli anni Cinquanta del XX secoloQuesta sua condizione ha probabilmente favorito la formazione di nuclei di famiglie contadine di piccoli proprietari.

Certamente anche questa zona, come tutto il Cremasco e la Gera d'Adda, contesi da Milano e Venezia, dovette subire le conseguenze di numerosi passaggi di eserciti.

Trescore seguì comunque la sorte del Cremasco, passando nel 1449 sotto la dominazione veneta.

All'epoca del governo della Serenissima, nel 1580, il paese venne sottratto alla giurisdizione del vescovo di Piacenza e unito alla nuova diocesi di Crema.

Dal XIII al XVII secolo si verificarono diverse epidemie di peste; gravissima fu quella del 1630 che causò molte vittime e ridusse il valore delle case e delle terre della zona, durante una di queste pestilenze, probabilmente agli inizi del XVI secolo, fu costruita la chiesa di San Rocco.

Nel XVIII secolo si ebbe invece un periodo di espansione e di benessere, testimoniato dalla costruzione della Chiesa Parrocchiale, espressione anche di quella tradizione muraria che da secoli a Trescore si era affiancata alle attività agricole.

All'arrivo delle truppe napoleoniche, nel 1797, Trescore cadde sotto il dominio francese e, nel 1814, sotto quello austriaco. Tutto il Cremasco divenne così parte della provincia di Lodi-Crema con capoluogo Lodi.

Con la legge 23 novembre 1859 e la risistemazione del territorio seguita all'Unità d'Italia venne soppressa la provincia Lodi-Crema e Trescore fu aggregato, con il circondario di Crema, alla provincia di Cremona.

Testo a cura del Prof. Giancarlo Ogliari. Dallo Statuto del Comune, 10 ottobre 1991.

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